La strana coppia

 

Questa strana storia si svolge nel mondo di sotto e nel mondo di sopra, tra terra e cielo, tra la più vera realtà e la più fervida immaginazione, ma non tutto è vero e non tutto è fantasia, perché come accade spesso nella vita, la realtà si mescola all’immaginazione e la fantasia entra nella realtà, così tutto diventa possibile, anche l’impossibile!

Su una splendida spiaggia della Puglia la signora Mutanda ed il signor Mutanda sono in vacanza, giunti da chissà dove per celebrare il loro matrimonio. Sotto l’ombrellone, con occhiali da sole alla moda, cosparsi di crema solare e con grandi cappelli di paglia, i due promessi sposi discutono animatamente sui preparativi delle loro nozze sorseggiando comodamente un drink a base di grappa e succo di mirtillo, ogni tanto si guardano amorevolmente e si sbaciucchiano sotto gli occhi incuriositi dei passanti che buttano un’occhiata alla strana coppia. “Tanti fiori ovunque e fiocchi e nastrini colorati, fuochi d’artificio e musica a tutta birra….mi piacciono molto quei due tipi, come si chiamano, non ricordo…aspetta mi pare di ricordare Morandi e Rovazzi”, dice la signora mutanda. “Ma cosa dici, al nostro matrimonio quei due fannulloni, mai e poi mai, io ho invitato Fedex e DJ-Ax, è già tutto deciso” risponde il signor Mutanda su tutte le furie. “Cosaaaaaaaaaaaa??????? Io quelli non li voglio, hai capito?” “Bene, allora niente musica” si impone il signor Mutanda. “Ahhhh, ahhhh, ahhhh, ecco sei sempre il solito, si deve fare tutto quello che dici tu! Prepotente, sei il solito prepotente!!!!!” la signora Mutanda inizia il solito pianto a singhiozzi, “Zitta, non piangere, dai, non fare cosi, ci stanno guardando tutti, va bene, va bene, va bene, allora invitiamo quei due…cosi…quei due tipi, come hai detto che si chiamano? Ah, si, Morazzi e Rovandi”. “Grazie amore mio,  sei sempre cosi dolce e tenero  e buono con me”, la signora Mutanda ridacchia tra se e se, come al solito ha convinto il suo innamorato con due lacrimucce e qualche urlo, a volte le donne sanno essere veramente convincenti.

“Ahiiiii…” “Che succede?” “Mi sono fatta male….”, improvvisamente una gamba della sdraio su cui era seduta la signora Mutanda cede, si spezza e la dolcissima promessa sposa si scuce, la mutanda ha uno strappo e dolorante cade per terra. “Ohhhhhhhhh…una ferita” il signor Mutanda si preoccupa tantissimo “Facciamo un bagno così ti sentirai meglio. Vedrai che ti riprendi subito, il mare fa miracoli”, i due entrano in acqua, ma la signora Mutanda non sa nuotare ed inizia ad andare giù, aveva tenuto per se questo grande segreto, non aveva mai rivelato al suo amato la triste verità, non sapeva nuotare mentre il signor Mutanda era un grande e forte nuotatore, amante del mare, del sole, della spiaggia e delle vacanze. “Sto affogando, aiutoooooooo…..”, “Tesoro, amore, gioia, aggrappati qui”, una enorme manta galleggia di fianco a loro, “Sali qui, poggiati, respira, stai serena, le mante sono buone, ci aiuterà”, ma improvvisamente la manta prende il volo sotto gli occhi sconcertati del signor Mutanda che vede la sua promessa sposa allontanarsi sempre di più fino a diventare un piccolissimo punto e infine sparire nel cielo. In realtà quella che credevano fosse una manta era uno strano oggetto spaziale, tutto lucine colorate che si accendevano e si spegnevano al suono di una musica assordante, una discoteca interstellare? Interspaziale? Interplanetare? Galattica? Probabilmente a causa di un guasto era precipitata in mare, ma a quanto pare ora era pronta a ripartire e sorpresa delle sorprese, era ripartita proprio nel momento in cui la signora Mutanda vi era salita a bordo. Un grande abbaglio, costato molto caro al nostro ingenuo amico che rischia ora di non rivedere mai più la sua dolce promessa sposa. Una missione  importante  e  difficilissima si  presenta  nella  vita calma e  tranquilla  del  nostro buffo, bizzarro e simpatico protagonista: recuperare la sua compagna e salvarla da ogni possibile pericolo in un mondo sconosciuto e lontanissimo, la galassia.

La signora Mutanda, terrorizzata, infreddolita e sola si ritrova trasportata nella galassia, nel cosmo viaggia ad una velocità siderale, in preda alla paura del trasporto verso l’ignoto, un forte senso dell’abbandono la spaventa a tal punto da farle perdere la memoria. Giunta lassù pensa di essere un extraterrestre come tutti gli altri abitanti, si convince di essere una di loro e si affida alla terribile malvagia guardiana del regno dell’ignoto, la banana volante, a capo dei guerrieri e guardiani di un regno vastissimo e potentissimo, da tutti temuto.

Il signor Mutanda disperato ma forte, forte dell’amore immenso che ha per la signora Mutanda, inizia a pensare al modo per poterla raggiungere e recuperare, non sa nulla della destinazione né del tragitto, quanto lungo sarà il viaggio, ma di sicuro sa che deve raggiungerla per riportarla indietro, anche perché teme possa essere in pericolo. Molti sono gli amici al suo fianco, disposti a qualsiasi cosa per aiutare il loro amico addolorato, triste e preoccupato. Tutti sono consapevoli dei rischi che un viaggio verso l’ignoto potrà comportare, finanche quello che possano perdersi per sempre anche loro e non ritrovare mai più la strada di casa, o ancor peggio, rischiare la stessa vita, ma non esiste alternativa, significherebbe lasciare la signora Mutanda al suo destino, qualunque esso sia ed un vero amico non abbandona mai nessuno. Tutti iniziano ad ingegnarsi per capire cosa fare. Di certo sanno solo che la signora Mutanda è decollata a bordo di uno strano marchingegno scambiato per una enorme manta, un disco volante forse, una navicella spaziale, una sorta di razzo, in ogni caso un oggetto spaziale che di certo avrà raggiunto una lontanissima destinazione nella galassia.  Tra  loro un  ragazzo  un po’ strano,  appassionato  di costruzioni stravaganti, una  via di mezzo tra uno scienziato ed un meccanico. Il signor Mutanda ricorre a lui con l’unico mezzo di cui dispone: una Fiat 500 rossa, vecchia e malconcia, puzzolente e scassata, tutta rumore e rottami, pensare di decollare per la galassia a bordo dello strano mezzo è molto difficile, eppure l’amico un po’ scienziato e un po’ meccanico sbalordisce tutti dicendo: “Nessun problema, in men che non si dica la trasformerò in un razzo supersonico a velocità planetare con potenzialità cosmiche”. Gli amici lo osservano con curiosità e forti dubbi, fino ad oggi non ne ha mai indovinata una, tutto ciò a cui ha messo mano è esploso e si è disintegrato in mille pezzi, frullatore, lavatrice, lavastoviglie, robot da cucina, motorini, biciclette, monopattini e asciugatrici. Ma l’alternativa? Non c’è. “Diamogli fiducia un’altra volta, magari è la volta buona” dice il signor Mutanda. Il silenzio tutto intorno a lui, 19 amici lo guardano ammutoliti. Ed infine la domanda delle domande: “Ma anche ammesso…come entreremo in 20 in una 500????????” dice uno di loro. “Giusto” risponde il signor Mutanda. “Vi stringete, ovvio. Vi strizzerete per ben benino fino ad entrarci tutti quanti, in fondo si tratta di una missione straordinaria, varrà pure la pena fare qualche piccolo sacrificio, no?”, l’amico scienziato-meccanico ha una buona risposta sempre a tutto!!!!!!!!! “Arriveremo tutti sgualciti e stropicciati, bella figura faremo con quelli lì, chissà cosa penseranno di noi umani!”. Era l’amico perfettino del gruppo a parlare, quello se non si stirava di tutto punto ogni momento, non usciva mai di casa! “Eh già, stiamo rischiando la vita e tu ti preoccupi di arrivare sgualcito, l’apparenza non è importante, ciò che conta è la sostanza delle cose, usa il cervello e fatti venire qualche buona idea” l’amico saggio cerca di trovare soluzioni all’enorme problema che li vedrà coinvolti a rischio della loro vita.

Partono, ha inizio il viaggio.

Giunti fino alla discoteca interspaziale nella terra di Calciolandia, un enorme campo da calcio galattico, trovano la signora Mutanda che nel frattempo è diventata una ballerina al servizio della banana volante, malvagia e prepotente. La strana ballerina, tutta allegra, felice e divertita non riconosce il signor Mutanda e davanti alla sua richiesta di tornare sulla terra con lui si mette a ridere, lo prende in giro, lo offende, ora il signor Mutanda ha un doppio problema da affrontare e risolvere, deve trovare il modo per far tornare la memoria alla sua compagna per convincerla a seguirlo e deve riuscire a rientrare sulla terra a bordo del suo mezzo traballante e completamente inaffidabile. Ma le guardie di Calciolandia non la lasciano andare, ostacolano ogni tentativo, minacciosi osservano i terrestri, pronti ad intervenire al minimo cenno della malvagia banana volante, crudele e spietata. “Dobbiamo rapirla e riportarla a casa” dice uno degli amici, ma al signor Mutanda non sembra una buona idea, prenderla con la forza e portarla sulla terra senza il suo consenso potrebbe non risolvere il problema, la signora Mutanda potrebbe rimanere smemorata per sempre. “No, non va bene, se non torna in se, non mi riconosce e non ha il desiderio di tornare a casa non posso costringerla”.

La banana volante da ordine di allontanare gli strani umani giunti a bordo di una Fiat 500 rossa. Oppure….c’è un’alternativa, c’è sempre un’alternativa, gli umani potranno cimentarsi in una sfida: l’unico modo per riportare a casa la signora Mutanda è quello di vincere una partita di calcio. Il re di Calciolandia, il famoso giocatore Mario Balotelli, ha deciso di offrire una opportunità al ridicolo e buffo terrestre, sicuro di vincere, la squadra vincitrice avrà come premio la signora Mutanda. Gli amici accettano malvolentieri la sfida e così con il fischio dell’arbitro ha inizio la partita più importante della vita del signor Mutanda, che di calcio non ci capiva poi molto, ancor meno i suoi amici, ma la posta in gioco era così alta da far nascere in ognuno di loro capacità, tenacia, forza e coraggio. Nel primo tempo gli abitanti di Calciolandia hanno la meglio, corrono, sono molto allenati, sono più resistenti, sono potenti, alti due metri, con gambe lunghissime, quindici braccia, un occhio e antenne sottilissime per percepire ogni minimo rumore, il risultato fa temere il peggio, 3 a 0 per gli extraterrestri. “Ragazzi, dobbiamo cambiare strategia, qui le cose si mettono male”, radunato tutto il gruppo è il signor Mutanda a parlare, mentre volge lo sguardo verso il pubblico a cercare la signora Mutanda. Tra tanti sguardi finalmente incrocia gli occhi della sua amata, ma sorpresa delle sorprese, la signora Mutanda non ha più l’espressione felice e allegra, di scherno, che aveva avuto fino a quel momento. I suoi occhi sono malinconici e preoccupati. Nel corso della partita la nostra protagonista aveva osservato il suo amato, nella sua forza, nella sua tenacia e nell’amore immenso che stava dimostrando tra fatica e coraggio, la signora Mutanda aveva riconosciuto qualcuno, mano mano che la partita veniva disputata le erano venuti in mente tutti i ricordi della loro vita insieme. Commossa e preoccupata per l’esito dell’incontro ora si era alzata in piedi ed urlava “Forza, non ti arrendere, non mollare, non mi lasciare qui, ti prego, resisti, resisti, resisti”. Il secondo tempo non lascia spazio agli abitanti di Calciolandia, il signor Mutanda segna il primo gol, il secondo ed una terze rete che porta ad un pareggio miracoloso. Mancano ormai solo pochi minuti alla fine della partita, quando d’improvviso uno degli extraterrestri perde la pazienza, non accetta il risultato e cerca ad ogni costo la vittoria, avvicinandosi alle spalle del signor mutanda e colpendolo violentemente alle gambe. Così ancora un avvenimento coglie tutti di sorpresa, a pochi secondi dalla fine l’arbitro fischia un calcio di rigore a favore degli “umani” che increduli si apprestano ad organizzare il tiro che potrebbe portare non solo alla vittoria, ma alla salvezza.

“Non abbiamo rischiato la vita per tornare a casa a mani vuote, forza, metti le ali a questo pallone e fallo volare in porta”, è Gabriel che parla, l’amico del cuore del signor Mutanda, che fermo davanti al dischetto ad 11 metri di distanza dalla porta, si prepara al tiro che cambierà per sempre la sua vita. “Gooooooooolllllllllllllllllll…….!!!!!!!!!!!!!”, il signor  Mutanda  ce l’ha  fatta, il  pallone entra in  rete ed in pochi istanti la signora Mutanda è nuovamente tra le sue braccia pronta a ritornare a casa con lui. La gioia è tutt’intorno, urla di festa e di felicità si mescolano alla rabbia dei perdenti che si ritirano negli spogliatoi senza dire una parola.

“Perdonami” dice la signora Mutanda. “Ti avrei raggiunta ovunque, ti avrei riportata a casa in ogni modo” il signor Mutanda è commosso e piange di felicità. Il matrimonio viene celebrato il giorno seguente sulla spiaggia, tra danze e fuochi d’artificio, brindisi e cibo squisito, giochi e lanterne lanciate nel cielo con messaggi d’amore e di pace.

 “Ma svegliati, sono stufa, sono due ore che sono qui da sola, svegliaaaaaaaa”. Il signor Mutanda si sveglia di soprassalto con le urla della signora Mutanda che lo guarda infastidita. “Andiamo a fare il bagno? Su, su, su, sei sempre il solito pigrone”. Il signor Mutanda, tira un grande sospiro di sollievo, era stato solo un gran brutto strano sogno. Si era addormentato sotto l’ombrellone, sulla sua sdraio molto comoda, cullato dal suono del mare e con il tepore del sole che aveva accompagnato il suo solito riposino pomeridiano. “No, oggi è meglio di no, niente bagno, torniamo a casa, voglio prepararti una cenetta buona e poi, magari potremmo andare a ballare, ti piace tanto ed io non ti porto mai in discoteca!”.

Che buffo sogno, la realtà è molto più bella di certi sogni, ma a volte sognare ci fa pensare a tutte le cose straordinarie che abbiamo e che spesso dimentichiamo o trascuriamo, un grande amore, i nostri amici, la forza ed il coraggio che sono in ognuno di noi e la bellezza delle cose semplici che fanno la vera ricchezza della nostra vita. Non esistono sfide impossibili, esistono prove difficili ma la vera motivazione per affrontare ogni cosa risiede nel cuore, da lì il punto di partenza per ogni via da percorrere ed il punto di arrivo per ogni essere…umano o alieno che sia!

 

 

di May Bettosini, Colin Bettosini, Gabriel Cattaneo, Nicola Cappelli, Vittoria Della Torre, Alena Lisi, Daniele Lingery, Gioia Meschi Greco, Azzurra Meschi Greco, Liam Panarisi, Hany Polanco De Los Santos

collaboratori Maria ed Iris Malandra

testi a cura di Giovanna La Vecchia

 

 

Proposta di titoli:

La folle divisione, Cielo e terra, La strana storia, Il sogno

 

 

Personaggi e temi

Signor mutanda, Signora mutanda, calciatore Mario Balotelli, discoteca interstellare, banana volante, matrimonio, forza, coraggio, amicizia, amore, mare, Italia

 

Soprannomi

Alena – max

Azzurra – banana

Colin – cococconero

Gioia – viola

Gabriel – capra

hany – melaverde

Liam – sky

May – luna

Nicola – strozzatore

Vittoria – stella

 

Parole nuove

scenario, provocazione, banale, ovvio, tradire, consultare, fervida, abbaglio, appello, opportunita’, strategia, ipotesi, ipnotizzare, astronomia, gastronomia, astrologia, smemorata, alternativa, orizzontale, verticale, rispetto, istogramma, ingenuo, apparenza, spazio, galassia, inaffidabile, spietato, temerario

 

 

Corso di inventastorie “Percorsi di parole” a cura di Giovanna La Vecchia – 9/30 novembre 2017 – ISTITUTO SCOLASTICO Monteceneri – Svizzera – direttore Federico Jaggli

 

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