Piccoli sperduti

Viaggio intorno al mondo

da Palenga a Piccolandia

“Vi piacciono le storie?” “Siiiiiiiiiiiiiiiiii” “E allora iniziamo ad inventarne una tutte insieme…..”

 

C’era un pianeta lontano lontano lontano, piccolo piccolo piccolissimo, bellissimo, dove c’era sempre l’arcobaleno. Gli abitanti di questo strano luogo erano uno scoiattolo, un cervo ed un pinguino e stavano sempre insieme. Il pinguino era molte volte triste, l’arcobaleno nasceva proprio dalle sue lacrime continue. Lui aveva tanta nostalgia, gli mancava la sua terra freddissima, piena di acqua, di ghiaccio e di neve. Aveva trascorso lì i suoi anni più felici e poi il freddo gli piaceva troppo, ma proprio tanto, tantissimo. Era molto simile a Palenga, il pianeta in cui viveva, insieme ai suoi compagni di avventura, da tanti anni ormai. Perché lui in quel minuscolo paese, insieme al cervo ed allo scoiattolo, c’era capitato proprio per caso, per sbaglio. Perché gli errori accadono, così come le cose belle e giuste, ma “Bisogna avere pazienza, stare sempre calmi, c’è una soluzione a tutto!!!” gli ripetevano i suoi amici. “Se c’è stato un errore, un motivo ci sarà”, proseguivano. Per consolarlo, il cervo e lo scoiattolo gli raccontavano ogni giorno le storie del suo paese, perché il pinguino, tra tutte le sue paure, aveva anche quella di dimenticare. “Qui ci sono cose che nel tuo paese non ci sono: il sole, il caldo, l’arcobaleno….e noi!!!”. Ma come mai i piccoli amici erano arrivati fin lì? Perché si erano smarriti a bordo di una mongolfiera. Lo scoiattolo, il cervo, ed il pinguino facevano parte del circo di Palenga “Giocattolanimandia”, un circo interamente organizzato, gestito e curato da animali, con una infinita e sorprendente quantità di giochi. L’esibizione da loro eseguita era la più bella ed incredibile tra tutte e concludeva lo spettacolo lasciando gli spettatori a bocca aperta. I tre piccoli amici venivano fatti salire su una piccola mongolfiera, questa, tra gli sguardi increduli di bimbi e adulti, si sollevava da terra e volava via dal circo attraverso un grande buco che d’improvviso si apriva nel tendone. Gli spettatori dopo pochi minuti d’attesa, tra la sorpresa e lo stupore, uscivano fuori dal circo e…..puff puff puff….la mongolfiera era sparita, non c’era da nessuna parte. In realtà non era una vera e propria magia, ma un piccolo imbroglio. La mongolfiera era legata ad un filo quasi invisibile che un signore fuori dal circo tirava lentamente facendola sollevare e poi sparire nel nulla, appena fuori dal buco del tendone faceva subito scendere gli animali e li faceva entrare nelle loro casette, poi sgonfiava la mongolfiera e la nascondeva, cosi quando gli spettatori uscivano fuori dal circo….non trovavano nulla di niente di nulla, ma proprio neppure l’ombra dei piccoli amici a bordo della mongolfiera.

Ma quel giorno il signore non aveva legato bene il filo, la mongolfiera si era sganciata ed era sparita davvero. Per giorni e per notti, e ancora per notti e per giorni, la mongolfiera aveva viaggiato nei cieli di tutto il mondo, senza meta nè direzione, in balia del vento. Lo scoiattolo, il cervo ed il pinguino, poverini, erano terrorizzati, volevano tornare al circo, dalle loro famiglie, quella era la loro casa da sempre. Finchè un bel giorno la piccola mongolfiera con a bordo i nostri amici si era poggiata da qualche parte, incredibilmente si era fermata da sola. I piccoli sperduti erano scesi subito, erano stanchi di volare, non erano mica animali volanti!!! Senza saperlo erano giunti a Piccolandia, il paese dell’arcobaleno.

Intanto i genitori avevano deciso di fare una spedizione alla ricerca dei loro piccoli, ma da che parte cominciare? Quale direzione? In quale luogo iniziare a cercare? Era tutto così complicato e di loro non c’era traccia alcuna, nessun indizio, nessun riferimento, nulla che potesse aiutarli nella loro disperata ricerca.

Ma qual è la soluzione a tutte le cose? Chi ti porta sempre nel posto giusto?

L’amore.

E cosa da calma e pace?

La musica.

Ognuno di noi quando nasce ha una sua canzoncina, cantata dalla mamma e dal papà per farci addormentare, la meraviglia della musica rimane in ognuno di noi, nel nostro cuore e nella nostra memoria, per sempre da quel momento in poi e spesso impariamo prima a cantare che a parlare.

Allora cosa pensarono di fare i genitori del circo per ritrovare i loro piccoli sperduti? Iniziarono tutti a cantare forte, ma cosi forte, ma tanto forte da far diffondere il loro canto e la loro musica in ogni dove nell’universo intero. Cosi iniziarono ad intonare le canzoni di quando erano piccoli, le loro preferite, una zebra a pois, la casetta in Canada e ninna nanna mamma. Prepararono delle casse gigantesche, un megafono grandissimo ed un microfono, e cosi tutti gli artisti del circo uniti, proseguirono ad intonare a squarciagola da mattino a sera per tutti i giorni. Grazie ai loro cuori grandissimi e pieni d’amore, la musica giunse fino ai piccoli sperduti, le note iniziarono ad andare dappertutto facendo nascere una strada, una infinita strada che partiva dal circo ed arrivava fino a Piccolandia. Immediatamente lo scoiattolo, il cervo ed il pinguino si incamminarono sulla strada che, miracolosamente, era apparsa davanti ai loro occhi. Capirono che stava accadendo qualcosa di magico. Sarebbe stato un viaggio molto lungo, pieno di strani personaggi, sorprese ed imprevisti.

Iniziato il loro ritorno a casa, speriamo, si trovano davanti ad un enorme castello di ghiaccio, il posto era freddissimo, il Pinguino era felice, pensava di essere tornato nei luoghi della sua infanzia, nel suo paese fatto di acqua, ghiaccio e neve. Conoscono Valentina e Noè, “gli esseri umani”, che stanno preparando il loro matrimonio. Ci sono balli, giochi, divertimenti di ogni tipo, giostre, luci e cibo a volontà, ma non sempre le cose vanno come ci aspettiamo, ed uno strano personaggio si aggirava nel castello di ghiaccio: una mummia. “Cosa ci fa una mummia in un paese di ghiaccio ad un matrimonio” dice il pinguino incuriosito, “Non sono tranquillo, non mi fido” risponde il cervo, mentre lo scoiattolo si avvicina alla strana figura chiedendo “Scusi, lei…..”, ma non appena la mummia vede venirsi incontro il piccolo sperduto, cerca di allontanarsi correndo. I piccoli sperduti lo rincorrono e presa una benda del suo abile travestimento, questa inizia a srotolarsi rivelando chi si nascondeva sotto quello strano abito: un indiano. Valentina riconosce in lui il suo vecchio fidanzato che geloso e arrabbiato voleva impedire il matrimonio. L’indiano-mummia ormai smascherato si da alla fuga, mentre il matrimonio viene interrotto.

I nostri piccoli sperduti decidono di proseguire nel loro cammino lungo la strada di musica e arcobaleno, con loro anche Valentina e Noè che decidono di aiutare i loro nuovi amici nel loro rientro a casa nella speranza di trovare anche un posto sicuro dove poter celebrare finalmente il loro matrimonio. Giungono in un luogo soleggiato, un ambiente caldo e confortevole. In lontananza si accorgono che, sotto ad un albero, ci sono un panda, un leone ed un ragno che sdraiati e rilassati stanno chiacchierando amichevolmente.

Il pinguino è incuriosito e si dirige verso di loro per scoprire cosa stanno facendo. “Vai avanti tu, se non ti mangiano allora veniamo anche noi” dicono il cervo e lo scoiattolo, “Bravi, che grandi amici che siete, vigliacchi e codardi, io vi dimostrerò quanto sono coraggioso”.

“Salve….” Inizia a balbettare il pinguino che proprio sicuro e coraggioso non si sentiva poi tanto. “Salve a te strana cosa che sei” rispose il leone mentre sbadigliava e beveva il suo aperitivo alla frutta. “Cosa fate di bello?” prosegui ancora il pinguino, intanto gli altri amici, vedendo che nulla di pericoloso c’era, decisero di avvicinarsi anche loro. “Stiamo chiacchierando, questa è l’ora del relax, ma voi dove state andando?”

“Cerchiamo di tornare a casa, ci siamo persi ormai tanto tempo fa”

“Noi cerchiamo di sposarci” aggiunsero Valentina e Noè “ma siamo inseguiti da un brutto individuo che non vuole la nostra felicità”

“Noi siamo troppo piccoli” proseguirono il cervo e lo scoiattolo “ci sono pericoli ovunque e strani rumori, la notte è troppo buia, abbiamo fame”

“Avete bisogno di aiuto…forse possiamo venire con voi, insieme potremo farcela” cosi tutti insieme ripresero il cammino verso casa, ora erano numerosi e diversi, erano un gruppo organizzato, senza indicazioni, stanchi e spaventati, ma ognuno aveva in sè qualcosa che l’altro non aveva e messe insieme tante abilità e caratteristiche avrebbero potuto avere più possibilità di riuscire nella loro grande impresa.

I pericoli sono tantissimi, i rumori della notte fanno paura, di giorno c’è tanta strada da percorrere sotto il sole cocente, con la pioggia, con il vento che soffia forte, la stanchezza è troppa, e non si vede mai l’arrivo, la fine di questo viaggio sembra sempre più lontana mano mano che avanza la stanchezza e le forze cominciano a diminuire, il cibo è sempre troppo poco, manca l’acqua per giorni, la polvere fa bruciare la gola, le stagioni si succedono e le speranze ormai cominciano a scarseggiare. Intanto al villaggio di Palenga tutto tace, il circo ha chiuso, gli animali-artisti stanno preparando i loro bagagli, ognuno andrà via per la propria strada, ovunque solo silenzio e tristezza per i piccoli sperduti e mai più ritrovati. Si avvicina il Natale ma Palenga non ha luci né colori né suoni.

“Forza amici ce la faremo, non perdete le speranze, io vedo qualcosa laggiù all’orizzonte” diceva ogni giorno il leone ma in realtà non vedeva nulla, era solo il suo tentativo di dare coraggio e fiducia ai suoi piccoli compagni di viaggio. Era stato un viaggio che aveva messo a dura prova tutti quanti, il simpatico scoiattolo, docile e solitario che aveva imparato a fidarsi degli estranei, il possente e forte cervo, agile e aggraziato, maestoso, che aveva reso eleganza al loro percorso, il socievole pinguino che ama la vita di gruppo, bravissimo a sopravvivere nelle più estreme condizioni di vita, il “re degli animali”, il leone, il più grande, che aveva saputo insegnare il coraggio a tutto il gruppo, il riservato ed eccentrico panda, amante della libertà e della solitudine, che aveva imparato a condividere con gli altri il trascorrere del tempo e l’abile ed intelligente ragno, che con le sue tattiche aveva aiutato tutti ad evitare pericoli ed ostacoli. E poi gli esseri umani, Valentina e Noè, indifesi in una terra sconosciuta, che si erano affidati agli animali per salvare la propria vita.

Ma era giunta la fine, stremati, stanchi, sconfitti, tutti avevano perso la speranza ed avevano deciso di lasciarsi morire. Si fermarono in un piccolo pezzo di terra sotto un manto di stelle luminose in attesa che tutto finisse senza mai più far ritorno. Ma in loro soccorso arrivò la fata Scintilla, ancora una volta, e sì perché lei c’era sempre stata a vigilare sulle loro vite. Già una volta era arrivata in loro soccorso, senza però farsi riconoscere. Quando lo scoiattolo, il cervo ed il pinguino si erano sperduti a bordo della loro mongolfiera, Scintilla diede loro un punto su cui poggiarsi e riposare dopo tanto vagare nel cielo infinito, si era trasformata in una minuscola palla dal nome Piccolandia, lì i piccoli sperduti avevano trovato un temporaneo riparo prima che l’amore dei loro genitori tracciasse una possibile via di ritorno, la strada fatta di note musicali e arcobaleno.

Scintilla apparve dinanzi a loro e si trasformò in renna, caricò tutti sulla sua slitta e dolcemente li condusse a Palenga.

Giunsero la notte del 24 dicembre, quando tutti gli animali-artisti, smontato il tendone del circo, preparate le valigie e salutandosi commossi e addolorati, stavano andando via per sempre.

D’improvviso tutte le luci della città si accesero, la musica risuonò in ogni dove, la gente uscì dalle case, la piazza si riempi di gioia ed emozione, il tendone del circo si riaprì, i piccoli sperduti si svegliarono dinanzi allo spettacolo della vita che riprende. I genitori riabbracciarono i loro figli con l’ardore e la passione del più grande tra gli amori possibili, quello di un padre, di una madre e di un figlio. Iniziarono canti e balli, festeggiamenti, arrivò cibo a volontà e regali di ogni tipo. Valentina e Noè celebrarono il loro matrimonio. Finalmente era davvero Natale.

 

Morale: c’è sempre una via di salvezza, una strada che riporta a casa quando si è smarrita la via, l’amore insegna la giusta direzione, gli errori possono accadere, perdersi è a volte facile ma ancor più facile è ritrovarsi per crescere migliori in un mondo meraviglioso.

La famiglia è il riparo più forte, l’amore di un padre e di una madre protegge da ogni pericolo e costruisce soluzioni per ogni problema.

E non dimentichiamo che l’unione fa la forza e che quando meno ce lo aspettiamo accadono miracoli straordinari. Siamo parte di un universo ricco di sentimenti forti e belli, perché questo mondo è bello, buono e giusto.

 

Altri titoli suggeriti

Il castello di ghiaccio – L’amore e’ importante

 

 

di Maya Bianchi, Valentina Castellini, Aline Castrignano’, Alba Felicioni, Iris Malandra, Maria Malandra, Matilde Ravasio

 

cura dei testi di Giovanna La Vecchia

 

Personaggi e temi:

scoiattolo, cervo, pinguino, mummia, indiano, sposa valentina, sposo Noe, panda, leone, ragno, fata scintilla, renna,

amore, musica, arcobaleno

 

Nomi, soprannomi, ruoli

Maya Bianchi detta LAila (l’artista)

Valentina Castellini detta Margherita (la sposa)

Aline Castrignano’ detta Jasmine (l’assistente)

Alba Felicioni detta Fiore (l’intelligente)

Iris Malandra detta Bappu (lo sposo)

Maria Malandra detta Aria (accompagnatrice di Palenga)

Matilde Ravasio detta Melody (la guida)

Giovanna La Vecchia detta Betty Boop (la maestra)

 

 

Parole nuove:

traiettorie, imparziale, pazienza, illustrazioni, originale, codardi, vigliacchi, sfiducia, speranza, morale, personalizzare, decretare

 

Parole significative:

Maya – l’amore

Valentina – la neve

Aline – Il Natale

Alba – L’aiutarsi

Iris – La mamma (e’ il mio cuore)

Maria – la musica e la mamma

Matilde – l’amicizia

 

 

Corso di inventastorie “Percorsi di parole” – 7 novembre/19 dicembre 2016 – ISTITUTO SCOLASTICO Ponte Capriasca – Svizzera A CURA DI GIOVANNA LA VECCHIA

 

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