Paolo Borsellino

Oggi inevitabile pensare a Paolo Borsellino. La sua figura mi ha sempre riportato a quella di mio padre ed allora oggi ho ripercorso un pò il mio rapporto con lui o meglio l’immagine di lui dentro di me. Sono cresciuta con un incredibile esempio di onestà e di volontà. Da piccola mi sembrava fosse normale che un uomo fosse cosi, non sapevo ancora che si poteva essere diversi da cosi, tanto diversi. Il suo rigore sempre accompagnato dal suo sorriso pieno mi sembrava l’unico modo per affrontare la vita. Crescendo poi ho iniziato a vedere mio padre, il suo perfetto modo di relazionarsi con gli altri, la sua generosità, il suo coraggio, il consumarsi di lavoro per pochi soldi da assicurare alla famiglia, il suo senso di sacrificio, il non chiedere mai niente che non fosse ripagabile con qualcosa di retto, pulito e onesto, ho iniziato a vedere tutto questo con occhi di sfida, pensavo di mio padre che fosse un fesso, un perdente, un rassegnato, uno che si accontenta, io che potevo avere tutto e subito, io, io e ancora io. Era improvvisamente un perdente perchè i suoi giorni trascorrevano tutti uguali, sacrificati ad una causa sola, la famiglia. Mi sembrava tutto assurdo, inconcepile, può bastare tutto questo per una vita intera? Avevo crisi di claustrofobia quando pensavo alla sua vita spicciola e misera. E gli anni passavano, ed io il mondo sembrava che me lo mangiassi, prendevo tutto e non bastava mai niente, mai paga, mai sazia, mai felice. E lui continuava a sorridere, con la sua flemma e la sua calma fastidiosa, sorrideva e si sacrificava, e più si sacrificava per la famiglia più era tutto ciò che non ero io, appagato, sazio e felice. Oggi che ho 47 anni, tre figlie, una passione, un lavoro ed una missione, torno a guardare a quell’uomo come unico vero esempio della mia vita. Un grande grandissimo uomo che ha saputo vivere come io non ho imparato a fare e come probabilmente non imparerò a fare neppure se avessi altre 3 vite, perchè non ho preso esempio da lui e del suo insegnamento non ne ho fatto buona pratica. Papà ti apprezzo perchè hai saputo amare ed hai saputo dare come un uomo, un marito, un genitore deve saper fare. Non è mai troppo tardi? Chissà….ti osservo sorridermi ancora mentre ti accasci un giorno di luglio morendo alla fine di una vita breve ma straordinaria.

 

 

Giovanna La Vecchia

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