Ricordati le cose belle

D’improvviso è apparso come un sogno. Io e le bimbe stavamo modellando la cera d’api. E’ arrivato davanti a noi e ci ha lasciato senza parole. Bello, luminoso, sorridente come non lo vedevamo da anni. Giacca e cravatta, l’abito del nostro matrimonio. Sorrideva senza motivo e noi non avevamo che il suo sorriso negli occhi e nell’anima. Era felice, affettuoso sereno, gioioso e giocoso, l’uomo che ho sempre desiderato al di là di qualsiasi altro desiderio. E’ stato l’attimo perfetto, quello da ricordare nei prossimi giorni nei prossimi anni, quando il litigio per le incomprensioni inevitabili si impossesserà di noi. Il giorno perfetto per ricominciare con tutti i nostri sogni, tanti, ancora da realizzare. Le bimbe dormono fuori è grigio, piove, ho fatto la frittata di polenta con le cipolle, per casa c’è un profumo di buono, di sano e di bello. Ripercorro gli ultimi giorni, gli ultimi mesi e mi domando dov’è il problema. A tratti non lo vedo più e ripenso a tutte le cose belle che avremmo potuto avere e che ci siamo persi per strada, come il figlio che avremmo potuto fare e che non arriverà più perché questa carta ce la siamo giocati male, ma proprio male. Sei bello amore mio, bello dentro e fuori, bello come il sole, bello come l’aria profumata, bello come il mare, bello da farmi desiderare di stare con te tutto il resto della mia vita. Da quando è accaduto non c’è giorno che io non ci pensi, quella mattina, una mattina qualunque, in cui a colazione, io al lavandino, tu vicino a me mi hai detto: “Tu sei una bambola”, con gli stessi occhi di oggi, felici, sorridenti, sereni, ed io mi sono sciolta in quelle poche parole, in quella frase in cui ho ritrovato me stessa e noi. Si, è vero sono una bambola, fragile, inanimata, un giocattolo, antica, piena di storie, dolce e con gli occhi grandi. Mi sento una bambola e tu hai colto di me anche questo e me lo hai detto ed io mi sono sentita perfetta. E si che la perfezione non esiste, ma tu hai il potere di fare accadere i miracoli, tu hai il potere di farmi sentire perfetta, essenziale, utile, indispensabile, con due parole e tutto l’amore che ti porti dentro, troppo spesso inespresso (vedi S. Agostino). Sono fiduciosa. So che tutto può accadere perché tra di noi tutto è accaduto, contro ogni aspettativa ed oltre ogni previsione. Matilde ed Alba sono testimonianza di tutto questo. Non voglio tornare indietro, non voglio perdere quello che abbiamo costruito e tu, bello come il cielo azzurro, devi solo aiutarmi affinchè guardare avanti non farà più tanta paura ma sarà solo e semplicemente la naturale conseguenza di un noi che non dovrà e non potrà mai più essere un semplice io e te. Noi è l’unica parola che mi viene in mente quando penso a me, alla mia vita, al mio futuro, al mio sogno ed a tutto il resto. Parto serena con una incredibile voglia di ritornare quanto prima. Ti amo….ed oggi è il primo ricordo felice che posso scrivere della nostra nuova vita.

Giovanna La Vecchia

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