A Maria

ti guardo come fossi un dipinto
ti carezzo le guance color pesca
t’illumini tutta mentre ti segno i contorni con le dita
sorridi al mondo
il mio il tuo
non sono uguali ma tu conosci entrambi
e viaggiando sopravvivi
hai il viso stanco e gli occhi tristi
sempre cosi affronti il nuovo giorno
ed alla sera preoccupata mi saluti
come se dovessimo lasciarci per sempre
mi domando dove vai
piccolo angelo caduto sulla terra
mi chiedo perché me proprio io
inadeguata e improvvisata come sono
da dove arrivi e dove vai
cosa mi porti ogni nuovo risveglio
nel fiume veloce inarrestabile dei tuoi racconti
io ci vivrei per sempre
ti chiedo portami
mi dici aspetta
non sono pronta lo so, non sono pronta a niente
e mentre tu prepari il mio essere sbagliato
a questo viaggio colorato
mano nella mano
raccogliamo cristalli di luce
tu perdi qualcosa di te
io divento migliore per te.
Ti amo vita mia, ti amo angelo mio

Giovanna La Vecchia

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