Dolce & Gabbana “inti i stritti i Cutrone”…

 

Leggo stamattina la seguente notizia: “Sabato 24 febbraio Dolce & Gabbana hanno illuminato la città di Milano con un show unico, la sfilata intitolata “Secret and Diamonds”, che ha portato in passerella alcune giovani ragazze di famiglie nobili inglesi….a far brillare ancora di più i nuovi capi Dolce & Gabbana il brand ha chiamato una serie di giovani donne di sangue blu a sfilare davanti a una selezionatissima audience” e a seguire pure i nomi delle preziose mannequin. E nuovamente davanti ai miei occhi si apre lo stesso scenario immaginato da anni ma che oggi più che mai prende sostanza e forma. Ragazze normali, di famiglie normali, gente comune, persone, esseri umani, realtà, vita di tutti i giorni, storia, cambiare la benedetta o maledetta storia che ha stancato, fare una rivoluzione, cambiare, innovare, reagire, scendere tra la gente, lontano dalle passerelle e dai piedistalli, camminare in mezzo ai comuni mortali, quelli che la mattina si svegliano senza colazione a letto e sempre più spesso ormai, senza colazione. Non è impossibile, addirittura non è neppure difficile, significherebbe rendere partecipi le persone, quelle che vivono una vita senza lustrini, diamanti, brillanti, luccichii e milioni di cristalli su abiti e accessori. Questa estate ho trascorso qualche sera in giro per le strade della mia città, Crotone, così come questo inverno ho potuto apprezzare qualche piacevole serata tra la folla accalcata nei vicoli del centro storico, i famosi “stritti i Cutrone”. Quello che mi ha colpito era la presenza di ragazze, tantissime, bellissime, molto curate, preparate, alcune giovanissime che sembravano già donne. Belle, ma proprio belle, un viso perfetto, lineamenti morbidi e sensuali, capelli fluenti, bel fisico. Sguardi profondi, occhi ipnotici, passi sicuri. Mi guardavo intorno e mi rendevo conto di essere circondata da tanta bellezza tra sorrisi, abbracci, saluti, gioia e partecipazione, un clima di festa anche se festa non c’era ed anche se il Sud poco ha da festeggiare. E ancora donne più o meno della mia stessa età, 45/50 anni, bellissime, ma davvero bellissime, sarà stata anche la musica, il vino, gli sguardi degli uomini, incroci di occhi, di pensieri e di intenti, più o meno coincidenti, ma era tutto un bel guardare, era tutto un bel vedere, gambe lunghissime accavallate su sgabelli altissimi, gonne corte, spacchi impietosi, cappelli, seta scivolosa, bottoni sbottonati, reggiseni che si intravedono, trasparenze che fanno immaginare, punto vita leggermente scoperto, pantaloni strettissimi su fondo schiena in evidenza, polsi abbelliti, unghia smaltate, sopracciglia scolpite, taglio alla moda, trucco secondo le ultime tendenze. Donne femmine, non c’è dubbio, donne che vogliono fare le femmine e che di fottere il posto agli uomini non ci pensano minimamente, al Sud funziona ancora cosi, saremo pure indietro anni luce, ma le femmine sono femmine e gli uomini fanno gli uomini. E questa cosa ci piace tanto. E allora le vedi, arrivare da sole, in gruppo, con le amiche, con i compagni, al venerdi sera al Caffè Italia, spesso le intravedi dalle vetrate sedute ai tavoli di Joseph, passeggiano sul corso, sul lungomare, “inti i stritti i Cutrone”, sono belle bellissime, belle femmine che profumano di femmine. E allora la mia intuizione che non mi sembra nulla di eccezionale, ma qualcosa di semplice, cosi semplice, da poter costituire la vera rivoluzione, perché l’esperienza mi ha insegnato che le più grandi rivoluzioni sono spesso nate da piccole intuizioni e da piccole visioni, essere visionaria è ormai la mia più importante attività, non mi richiede alcuno sforzo, ma mi ha fatto fare enormi passi avanti. Immagino Dolce & Gabbana, come altri stilisti, in mezzo alla gente, tra le strade di un luogo qualunque, in totale anonimato, senza rumore e senza scalpore, tanto la gente si sa ormai è talmente concentrata su se stessa e sull’iphone che di accorgersi di cosa gli accade intorno e soprattutto di chi ci sia intorno, è cosa assai difficile e rara. Che il mondo della moda scenda in mezzo al mondo degli umani e osservi, ci sono donne di straordinaria bellezza che muovono passi da vere professioniste pur avendo i piedi in scarpe da mercatino ed il corpo in abiti acquistati ai saldi in un negozio di una via qualunque in una città qualunque tra gente qualunque, in un normale pomeriggio di un dato mese di un certo anno. Sono figlie di impiegati e di blu a volte hanno il colore degli occhi, a volte neppure quello, sono donne, mamme che arrancano per arrivare a fine mese, si distruggono dalle sei del mattino all’una di notte, di blu non hanno pressoché nulla, a volte qualche livido da qualche parte del corpo o in qualche angolo dell’anima. E sono femmine che ad immaginarle con indosso tutti quei lustrini e cristalli sarebbe proprio bello, ed oggi che la più grande violenza è l’emarginazione, la frustrazione, l’umiliazione di tutte queste donne che si sentono sole, abbandonate sempre più spesso da compagni, mariti, dalla società, sarebbe bello riconoscergli il merito di essere riuscite a mantenere, nonostante tutto, la loro bellezza del sentirsi, nonostante tutto, ancora femmine, ma femmine vere, con quella passione che contamina e contagia l’universo intero e di cui tutto e tutti ne beneficiano, perché cambia il panorama quando a muoversi è una femmina, una bella femmina. Ed a tutte queste associazioni che urlano alla difesa delle donne, che lottano contro la violenza sulle donne, io dico solo, partiamo da un altro presupposto, non fotografiamole pallide, smunte, consumate, distrutte, finite, annientate dal dolore e dalla sottomissione di un sistema in cui loro non sono nulla e non rappresentano nulla, ma facciamole ridere, una doccia, un colpo di asciugacapelli, un filo di rossetto e via…..eccole le femmine, le femmine vere che se sfilassero su una passerella saprebbero rivoluzionare questo mondo della moda giunto veramente alla fine, patetico e noioso, privo totalmente di idee e di sana prospettiva, senza un futuro, costretto per avere qualche riga sui giornali a far sfilare teste mozzate sotto le braccia anoressiche di modelle inespressive e depresse, private di cibo e di ossigeno, perché a volte danno proprio l’impressione di non riuscire nemmeno a respirare. E allora facciamogli la respirazione bocca a bocca a questa moda in fin di vita. Stilisti intelligenti, scendete per strada, vi aspetto “inti i stritti i Cutrone” per farvi conoscere le femmine vere, le femmine belle.

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