La fortuna di avere un bel paio di scarpe

In questo lungo letargo cui non sono abituata ho avuto modo di riflettere, il che implica un certo grado di pericolosità. Ragionare sul divano o sul letto è decisamente diverso rispetto alla stessa identica attività svolta mentre: cucini, pulisci, stiri, accompagni i figli a scuola, fai la spesa, paghi le bollette, sei in fila in banca, risolvi problemi al telefono, interagisci con maestri, amiche, figli, assicuratori, rompicoglioni, proprietari di casa, tecnici della TV, lavastoviglie, lavatrice e via dicendo. La riflessione è più profonda per cui portatrice di maggiori danni e ripercussioni. E quindi il tutto per dire che è dal 12 febbraio che continuo a fare danni! Il letargo non porta riposo e rilassamento, almeno a me, anzi, irritata, nervosa ed impaziente torno ad essere me stessa alla massima potenza, la classica scassapalle, amata da molti, odiata da alcuni e temuta dai più. E allora il tema del giorno è LA FORTUNA. Siamo tutti fortunati, ma sfigatissimi nel non rendercene conto, presi dal fatto che in fondo c’è sempre qualcuno più fortunato di noi e dunque piuttosto che goderci la nostra fortuna mettendola a frutto, ci occupiamo di come poter essere fortunati come qualcun altro. Amo le scarpe più di ogni altro capo di abbigliamento o accessorio, come dir si voglia, le amo più dei gioielli perché ho sempre avuto l’idea che un bel piede in una bella scarpa regala certezze non solo nel passo, ma nella profondità dell’essere! Ho visto donne molto belle, curate, vestite di tutto punto, parrucchiere a gogo, estetista, massaggiatrice, fissare i miei piedi per intere serate, imbarazzante, parli loro di tematiche esistenziali, speri sempre di poter smuovere qualcosa anche a rischio di credere nell’impossibile, e loro che fanno? Ti guardano i piedi il più delle volte senza proferire parola, a volte si sbilanciano con un timido “Che belle scarpe, ma dove le hai comprate?”, “In centro a Lugano….”, sgomento nel loro viso che finalmente riesci ad osservare per un singolo istante, quando alzano lo sguardo riportate alla realtà da quella tremenda presa di coscienza, non è Zalando il negozio, ahimè, ed è lontano dalla tua portata non solo geografica. Sono un paio di scarpe, un semplice paio di scarpe, ce ne sono miliardi in giro per il mondo di scarpe, ma il tuo cervello è in un luogo sconosciuto, probabilmente l’hai lasciato nella culla nel momento in cui hai iniziato a muovere i primi passi ed hai toccato terra, più leggera di qualche etto e condannata per sempre ad una vita di invidia delle scarpe altrui. Poi si arriva a toccare temi più importanti. Ci sono quelle che ti invidiano il marito, la casa, la macchina, i figli, gli amici, il lavoro, i soldi, i beni, i gioielli, i vestiti, i viaggi, ma di quelle che ti invidiano ciò che più conta nella vita ne ho conosciute veramente poche, a memoria potrei anche azzardare dicendo…nessuna. E allora comprendi da dove parte il problema, dal peso, significato, senso ed importanza che si da ai vari ambiti della vita, dell’esistenza, dell’essere. Sarebbero felicissime se in un impeto di generosità tu regalassi loro le scarpe, il marito, la casa, la macchina, i figli, gli amici, il lavoro, i soldi, i beni, i gioielli, i vestiti ed i viaggi. Perché è tutto ciò che riescono a vedere, perché per loro con queste cose hai risolto la problematica dell’essere presente su questa terra, incapaci, inabili ed impossibilitate a comprendere che se ti prendi un cazzo di libro in mano da quando hai la tenera età di cinque o sei anni, e poi nel corso della tua vita te ne prendi in mano un altro ed un altro ancora e ancora e ancora e ancora fino a divorare intere biblioteche e librerie, ad avere quelle scarpe, quel marito, casa, macchina, figli, amici, lavoro, soldi, beni, gioielli, vestiti e viaggi, ci puoi arrivare anche tu e non dovrai invidiare niente a nessuno e non dovrai trascorrere il resto della tua vita con la testa bassa ad ammirare scarpe altrui ma potrai essere tu ad indossarle avendo di fianco qualcun’altra che a testa bassa te le invidia. E poi ci sono quei luoghi “sconosciuti e misteriosi” chiamati musei, teatri, cinema d’essai, c’è l’arte tutt’intorno, c’è la poesia e addirittura le librerie, oh, incredibile, pure le librerie e concerti di musica classica, luoghi straordinari e pieni di insegnamento che non sono proprio Sharm el sheikh, Maldive, Seychelles e Mauritius, ma Ladakh, Bhutan, Birmania, Lhasa, Jaipur, infiniti mondi capovolti, rallentati, apparentemente fermi ed immobili, che nel loro silenzio colorato o nella loro confusione organizzata si offrono come insegnamento per farti poi comprendere alla fine di tutto un giro sfiancante, faticoso, delirante e febbricitante che non sono importanti le scarpe, il marito, la casa, la macchina, i figli, gli amici, il lavoro, i soldi, i beni, i gioielli, i vestiti ed i viaggi, ma prima di ogni altra cosa ciò che veramente è importante SEI TU. Se quel TU non esiste o esiste male non sarà mai possibile AVERE nulla ed anche avendo le scarpe, il marito, la casa, la macchina, i figli, gli amici, il lavoro, i soldi, i beni, i gioielli, i vestiti ed i viaggi, in realtà non hai niente, ma proprio niente, perché mai avrai sviluppato la capacità di comprendere il valore delle scarpe, del marito, della casa, della macchina, dei figli, degli amici, del lavoro, dei soldi, dei beni, dei gioielli, dei vestiti e dei viaggi, in poche parole LA TUA FORTUNA. La fortuna non cade dal cielo, non arriva d’improvviso come un temporale estivo, non accade, non capita, la fortuna te la costruisci giorno dopo giorno, ma solo dopo aver costruito TE STESSA, con robuste fondamenta, perché non si parte appendendo le tendine colorate alle finestre, si comincia dalle fondamenta, cioè dal basso, ti devi fare un culo pazzesco per arrivare alla FORTUNA, ci devi lavorare, ti devi dare da fare, ti devi impegnare 24 ore al giorno, senza pausa e senza ferie retribuite, senza malattia e senza indennità di fine rapporto, perché il rapporto con te stessa non finisce mai. E allora ascolta un buon consiglio, prenditi in mano un cazzo di libro e leggilo e cerca di comprenderne il senso, vedrai che poi magari ti viene addirittura la voglia di prenderne un altro e poi un altro ancora e alla fine cammini per strada leggendo il libro, lo leggi sul treno, sulla metropolitana, sulla panchina di un parco e tempo per stare con la testa abbassata ad invidiare le scarpe non te ne rimane. E lascia quel bicchiere e quella sigaretta, entra in un teatro, spegni il cellulare e goditi lo spettacolo, felice di poterlo fare girando la testa alla tua destra o alla tua sinistra, guardando negli occhi tuo figlio che ti sta accanto perché un figlio profondo nasce solo da un genitore profondo, li devi annaffiare i figli così come annaffi le rose del tuo giardino, ma lo devi fare tu, non lo puoi delegare al giardiniere, che quello se ne fotte se il risultato poi arriva oppure no, il figlio è tuo così come le rose ed il giardino sono tuoi, così come la tua vita è tua e nessuno mai potrà fare meglio di te ciò di cui solo tu potrai prenderti cura, giorno per giorno, con pazienza ed amore. La FORTUNA è frutto di pazienza ed amore, ed il caso, se mai ha un suo peso, non è determinante, ma è concomitante. Buona FORTUNA a tutti. Gio Gio

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