La villa ed i suoi effetti devastanti. Vampirizzata per sempre.

Arrivo a casa, stanca, questo è il mese più incredibile per chi ha figli: saggi, prove, esami, giornata dello sport, grigliata con la classe, praticamente un lavoro a tutti gli effetti, pur se gradevole, ma addirittura capita che nello stesso giorno ci siano avvenimenti diversi in punti opposti della città. Mi butto sul divano, non ho neppure pranzato, sono stanca, anche il clima mi ha stancato, esco con il sole torno a casa con il diluvio universale, maglietta a metà mattina, cappotto a metà pomeriggio, ombrelli, sciarpe e cappelli, possibili malanni dietro l’angolo. Mi viene voglia di fare l’albero di Natale, ah già, non l’ho ancora smontato ma mo se mi gira ci riattacco pure le lucine, quelle multicolor che fanno tanta atmosfera e compagnia. Accendo la tv, così giusto per aggravare il mio umore, che so, un telegiornale, una fiction, il grande fratello, Maria De Filippi. E proprio in lei mi imbatto, cavolo, che infamia, basso le tapparelle casomai qualcuno da fuori mi dovesse scoprire, sono una intellettuale io, anche quando sono stanca. La scelta è ardua, il libro da una parte e Maria De Filippi di fronte. Sto per aprire il libro quando sento “Ho scelto la villa, non è stato facile, sono stata molto combattuta, il rischio è grande”. Alzo gli occhi, la tv è sempre lì davanti a me, non ho cambiato canale, perché di solito, quando l’accendo, mi è del tutto indifferente su quale canale sia sintonizzata, per me è tutto uguale, tanto non l’ascolto. La villa? E’ stato difficile? I rischi? Ma di cosa stanno parlando? Ho vago ricordo di uno studio con sedie, gente che urla, parlano tutti insieme, non si capisce niente, ma cos’è la villa? Alzo lo sguardo, una villa stupenda, grande, con intorno un giardino bellissimo con tanto di piscina. Prima arriva uno che mi sembra un insignificante figlio di papà con pantaloni che arrivano alla caviglia e lasciano intravedere la mancanza di calzini. Fa ridere, un pollo, capello scolpito, occhio languido, soffre, poverino, ama quella tizia dal nome impronunciabile ma non sa se sarà la sua scelta, soffre, poverino. Arriva su una mercedes nera lunga 27 metri e mezzo con autista, ovviamente, spettacolo. Avrà si e no vent’anni, soffre, poverino. Subito dopo arriva “l’altro”, il rivale, un buzzurro muscoloso con jeans i cui buchi somigliano a crateri, ci si potrebbe introdurre di tutto attraverso quei buchi, soffre, poverino, anche lui ama la tizia dal nome impronunciabile, ma non sa se sarà la sua scelta. Anche lui chiaramente in mercedes nera lunga 27 metri e mezzo con autista, soffre, poverino. Lei accoglie prima uno poi l’altro, non ho ben capito il funzionamento della cosa, ma azzardo una ipotesi. I poverini che soffrono hanno una camera dove vengono parcheggiati, all’interno c’è un computer da cui si può vedere (e sentire) cosa farà la bella rincoglionita nel bosco insieme all’altro. Dinamiche varie, si può scegliere ad un certo punto di chiudere le telecamere ed interrompere, quindi, la visione dei due, si può lasciare sempre la telecamera accesa, si attende il proprio turno come dal dottore, lei alternativamente chiama uno, poi l’altro, poi ritorna sul primo oppure può decidere di vedere sempre lo stesso poverino che soffre, mentre l’altro passivamente subisce il supplizio della visione. Dolori, lacrime, disperazione, lei bacia uno poi rincorre l’altro che minaccia di andare via dalla villa “perché non ce la fa”. Il primo non comprende perché la bella rincoglionita nel bosco rincorra l’altro se fino a pochi minuti prima ha baciato lui con ardore ed entusiasmo. Alla fine va tutto a carte quarantotto, il buzzurro scappa via sulla mercedes nera con autista, lei lo lascia andare dopo averlo supplicato quasi in lacrime, il principe dagli occhi di ghiaccio osserva tutta la scena dal monitor, stupefatto, sconcertato, allibito. Infine viene piantato in asso, lei va via, “perché la villa non è andata come lei pensava”, il pantalone corto senza calzini è incazzato nero, e che cavolo, finalmente tira fuori un po’ di personalità, mentre del buzzurro dai crateri in bella vista non si sa più nulla. Insomma….mi domando, ma che razza di roba è questa cosa qui? Ma che intenzioni ha una cosa del genere? Qual è il messaggio che dovrebbe passare dall’altra parte dello schermo a noi poveri idioti seduti sul divano dopo una mattina a rincorrere figli, datori di lavoro, automobilisti impazziti, maestri, amiche, animali domestici e quant’altro? Cioè, che significa tutta questa sofferenza in una villa da due o tre milioni di euro, con mercedes nere lunghe come limousine, autisti, piscina, confort, lusso, nullafacenza e vent’anni buttati nel cesso? Ma questi qui….chi sono? Da quale pianeta arrivano? Perché di certo non sono di questa terra, non sono umani e non sono nemmeno normali. Probabilmente da qualche parte del cosmo esiste un luogo misterioso che sforna soggetti del genere per poi farceli conoscere, ma mi domando…a quale scopo? Perché di certo uno scopo esiste, ma io maledettamente non lo comprendo, mi sforzo, avanzo ipotesi, supposizioni, mi documento su questa strana razza, cerco di individuarne la provenienza, perché magari se riesco a localizzarli, forse, e dico forse, posso anche comprenderne il vissuto e allora tutto mi sembrerebbe più semplice e comprensibile. O no? Ma sono utili? Che ce ne dobbiamo fare noi di questi cosi? A che servono? Che funzione hanno? Vogliono attaccare la terra e conquistarla? Ma con quali armi? E lei, la Maria De Filippi, che ruolo ha in tutto ciò? Regina del pianeta da cui provengono? Soffrono, poverini, nella villa, nelle mercedes, nei ristoranti a sette stelle, negli alberghi di lusso, al mare ed in montagna, in abiti da sera meravigliosi, soffrono, poverini, ma perché? Cosa gli manca? Di cosa hanno bisogno questi cosi? E’ tutto troppo complesso, non si arriva ad una soluzione, non si hanno risposte neppure a cercarle per innumerevoli vite, non si sa, accade, punto. Mi domando perché mai il rally di matematica di mia figlia non sia durato più a lungo, così a lungo da impedirmi il rientro a casa, non avrei avuto modo di approdare a questa realtà e non mi sarei ritrovata con tutte queste domande senza risposta. Chiamo la mia amica, quella che sa tutto “Linda ma tu sai cos’è sta storia della villa?” “Eh? Che villa?” “Quella di Maria De Filippi” “Ma che ti sei impazzita? Ma da quando vedi Uomini e Donne? (lei è più documentata di me, conosce il nome del programma)” “Ma no, ma che dici, ho acceso la tv e mi sono ritrovata davanti sta roba, sono confusa, per favore dammi una mano che tra poco devo uscire a prendere le bimbe a scuola e non posso rimanere con questi dubbi, per favore dammi una mano, ho bisogno di aiuto” “Tu sei impazzita, lo sapevo io che prima o poi sarebbe successo. Spegni immediatamente la tv, la situazione potrebbe aggravarsi e sfuggirti di mano. Spegni subito prima che sia troppo tardi”. E no cavolo, ormai era già troppo tardi, avevo visto molto più di quello che dovevo vedere, ora SAPEVO TROPPO, ero davvero in pericolo, quegli alieni avrebbero potuto mandare qualcuno per farmi fuori, perché SAPEVO TROPPO. Ero in serio pericolo, ma non potevo più né tornare indietro né andare avanti, ero in una posizione di stallo, che rendeva la mia vita ancora più in bilico, tra la vita e la morte. Prendo un libro, accendo lo stereo, consulto manuali, cultura, ho bisogno di cultura per annientare gli effetti devastanti di quella sostanza appiccicosa, smielata e melensa che avevo ingerito. Niente da fare, sono completamente deconcentrata, immagino scenari apocalittici, dalla finestra entra il principe senza calzini, dalla porta il buzzurro con i crateri sulle ginocchia, entrambi a mo di zombie e con ululati sinistri si dirigono verso di me, da sotto il pavimento sbuca la rincoglionita sul pisello che mi sorride schernendomi, ha la coda, i due esseri viscidi e lampadati hanno gli occhi incavati, tutti e tre mi sono ormai quasi addosso. “Giuro non so nulla, non ho capito nulla, lo giuro, non fatemi del male, per favore, giuro che sono confusa, non ho capito niente, ve lo giuro”. E’ troppo tardi, scompaio sotto i loro corpi che si impossessano di me, ormai sono una di loro, mi hanno morsa sul collo, sono una vampira. Mi rialzo da terra, loro sono scomparsi, io mi sento diversa, serena, tranquilla, in pace. Brucio il libro, spengo la musica, butto nella spazzatura i manuali di discipline orientali e tutti i cibi altamente nocivi di cui ormai mi nutrivo, ahimè, da anni, curcuma, zenzero, sesamo, riso integrale biologico, rape rosse, finocchi e carote. Esco fuori direzione discount, compro sacchi di patatine misure XXL e mi preparo per domani, stesso orario, stesso canale. Domani la tizia dal nome impronunciabile farà LA SCELTA!!!!! Non vedo l’ora, non aspetto altro, finalmente sono una persona normale, come tante, in attesa della nuova puntata di UOMINI E DONNE. La felicità prima o poi arriva, è solo questione di tempo.

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