SCAVA

“Scava, scava, scava, più dentro, ancora più in profondità, ti serve una pala? Cosa ti occorre per scavare meglio? Ce l’hai l’attrezzatura giusta o pensi di fare tutto con le mani? E i sacchi per portare via l’immondizia li hai portati? Ti serve una mano? Pensi di riuscirci da solo? Vuoi che chiami qualcuno? Che so un idraulico, un muratore, un medico, uno scienziato, un prete? Sei pronto a prendere tutto quello che trovi? E’ tanta roba sai? Ma ci vuole uno stomaco forte”
E di immondizia ne troverai tanta, e di errori plausibili ancor di più, per non parlare poi di quelli inspiegabili ed ingiustificabili, quelli che creano intorno ad una persona una sorta di alone, che lo identificano, che lo individuano, che lo sottopongono a giudizio, a martirio, a flagellazione. E magari hai portato pure una bilancia per pesarli gli errori miei, quanti chili di errori servono per denominare una persona come sbagliata, dieci, venti, trenta, cento? Qual è l’esatto termine di paragone per voi “gente normale, gente perbene”, rispetto a chi mi devi paragonare, a chi di errori non ne ha fatti mai o ne ha fatti pochi o tanti ma di valore diverso? Gli errori si misurano per gravità, argomento, temporalità o da un punto di vista geografico? Per esempio qui dove vivo io se sali con la ruota sul cordolo di una rotonda sei un delinquente, da voi se non fate la differenziata o se la fogna sbocca direttamente a mare nel mese di agosto o se un uomo sostituisce in 24 ore un amore con un messaggio watsapp “e si, vabbè, ma può capitare, e che vuoi che sia, la vita è fatta cosi, sono cose che succedono”. Quale metro userai, il tuo, il mio, il loro, quello formale o quello delle apparenze, quello morale o quello delle necessità, da che parte lo guarderai il mio errore, a destra con il sole in faccia o a sinistra con il buio della notte senza luna? Ma poi mi domando l’errore va compreso da chi ama o va condannato? Si valuta l’errore preso singolarmente o una vita intera? Ma poi mi domando ancora, ma cosa cazzo me ne frega dell’errore, del metro, della pala, dell’estintore, del martello pneumatico? Sfondala questa moralità di facciata e sbattitene di tutto, se l’amore ha ancora un senso vinci tutto e fatti una bella risata, che ridere fa bene a tutto, anche a chi sbaglia e a chi di errori non ne ha fatti mai perché la vita se l’è fottuta ingoiandosi la carne con tutto l’osso, fino a strozzarsi, fino a non respirare più pur di galleggiare in un mare di melma. Che la vita è una sola, dico sempre a me stessa, e si muore a venti, trenta, quaranta o cinquant’anni, ma fosse pure ad ottanta, prima o poi si muore indipendentemente dagli errori che hai fatto, ma vivitela questa cazzo di vita, come vuoi, come ti pare, prendi quello che ti piace, molla quello che ti da la nausea, spezzala questa catena, sciogli gli ormeggi e naviga che dio solo sa quanto è bello il mare quando c’è una tempesta e rischi pure di naufragare, e a grandissime bracciate cerchi di sopravvivere e ci riesci e arrivi alla riva e sei un miracolato solo perché hai avuto le palle di non arrenderti e ci hai creduto che ti saresti salvato, ci hai creduto talmente tanto che alla fine ti sei salvato davvero contro ogni previsione. E lascia quei tavoli in cui si gioca corretto, che un asso nella manica fa sempre comodo soprattutto se sai tirarlo fuori al momento giusto. Che poi diranno che hai barato, ma che te ne frega, ti sei divertito fino a ridere a crepapelle guardando gli altri seduti a quel tavolo che hanno saputo al massimo giocare solo con le carte che avevano. Il mazzo caro mio ha tante più carte di quelle che credi, sta a te trovarle e giocarle. E vincere oltre la noia di una sera qualunque in cui tutti composti ed educati hanno pensato di essere “perbene”, mentre in cuor loro pensano a come fottere l’amico, a come fare soldi ad ogni costo, a come imbrogliare lo stato, il vicino di casa, il capo condomino e dio solo chi altri. E ricordati, punta sempre alto, punta tutto, perché se perdi puoi sempre dire di aver rischiato tutto perché ci credevi, ma se vinci…..hai fatto il colpaccio della vita tua, amico mio”

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