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La felicità

Quante volte ci chiediamo cosa sia la felicità? Tante. Troppe. A volte ripetutamente nella stessa giornata. Il più delle volte identifichiamo la felicità con qualcosa che non abbiamo e che altri hanno. E allora parte la raffica di considerazioni. “Se avessi…se potessi… se andassi… se fossi… se ci fosse e se non ci fosse”. Mai una volta che avessi sentito nella mia vita qualcuno che inizia un discorso sulla felicità partendo proprio da ciò che ha e non da ciò che non ha. E vi assicuro che se l’approccio fosse questo cambierebbe TUTTO. “Ho una compagna che amo… ma non sono felice perché vive lontano”, “Ho un figlio che ama la musica … ma non sono felice perché non studia”, “Col mio stipendio riesco a vivere senza accumulare debiti… ma non sono felice perché vorrei più soldi, più cose, più possibilità e più divertimento “, “La mia salute è buona … ma non sono felice perché vorrei dormire di più, mangiare meglio, fare più esercizio fisico”. Quante volte nella nostra vita abbiamo sentito questi discorsi? Tante. Troppe. E fino ad un certo punto ci siamo anche fatti trascinare in questa sorta di atmosfera depressiva e angosciante. Ma poi arriva il giorno in cui davanti a questi discorsi reagiamo in modo differente. Nel modo giusto. E allora ecco subito pronte le repliche a chi non vuole essere trascinato nell’eterna lagna dell’infelicitá a tutti i costi. “Eh la fai facile tu”, “Sei impulsiva e superficiale “, “Sei immatura, ti comporti da ragazzina”, “Io non ci riesco a reagire come fai tu!!!!!”. E ti isolano quasi avessi la peste, nella malaugurata ipotesi tu possa essere contagiosa con tutti quei sorrisi e quelle risposte suggerimenti o soluzioni che non sono su Caffeina e nemmeno su Facebook o su Instagram o su Twitter o su google+. E tu la smetti piano piano di cercare di convincere persone, anche se le ami, che di fare discepoli non hai più voglia. E comprendi che la più grande forma d’amore e di proselitismo è lasciare che ognuno viva come meglio crede e che il cambiamento arriverà, se mai arriverà, quando la sua esperienza gli avrà insegnato qualcosa ed il fallimento gli avrà dato modo di riflettere sul fatto che molto probabilmente non era quella la via da percorrere o se quella era non bisognava percorrerla in quel modo. Agire, provare, rischiare, non lamentarsi e non risparmiarsi mai, che forse la via è questa per vivere in pace con un amore a distanza, con pochi soldi, un lavoro poco gratificante, gli acciacchi dell’età e tutto il resto. Le “cose” si risolvono non si accettano indipendentemente da tutto, non bisogna essere supereroi ma nemmeno Paperino. Non si passa la vita ad invidiare Gastone, si “diventa” Gastone, non si piange sulle distanze, si accorciano, non si contano i soldi che non si hanno, si “fanno” i soldi che mancano, non si va a letto subito dopo aver mangiato, si fanno quattro passi, un respiro e due chiacchiere, che quel peso sullo stomaco non è l’intolleranza al cibo, ma l’intolleranza a te stesso e alla tua vita, risolvila. Cambia vita, si può. Cambia i pensieri, si deve. Cambia la strada, non ti perderai, troverai ovunque disseminate indicazioni per la tua nuova vita, comprendile. Buon Anno Nuovo e Felice Cambiamento… Giovanna La Vecchia

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