L’amore di Giovanna La Vecchia

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “SE PERDO ME” di Giovanna La Vecchia (Antonio Stango Editore) – Museo e Giardini di Pitagora – Crotone – 12 maggio 2017

Buonasera a tutti, prima di ogni altra parola che forse riuscirò a dire e forse no, prima dei ringraziamenti a chi ha permesso tutto questo e a voi presenti, permettetemi di fare un gesto, sono conosciuta da tutti per la mia gestualità eloquente più della mia scrittura.

Due baci uno per Maria uno per Iris, le mie due bimbe, che non sono qui questa sera insieme a me.

Ringrazio mia figlia Chiara che mi sostiene con il suo immenso amore.

Ringrazio tutti, le autorità, i presenti, gli amici, conoscenti, gli artisti straordinari che hanno condiviso con me questo piccolo grande sogno ed hanno fatto si che si potesse realizzare esattamente cosi come lo avevo immaginato. Ringrazio chi ha reso possibile la nascita di tutto il mio lavoro, la fonte di ispirazione, che in qualche modo mi ha suggerito ogni singola parola, con altrettante parole, con gesti, con sguardi sorrisi abbracci baci, lacrime e gioia mista a dolore, ringrazio la vita che mi ha dato tutto, ringrazio mio madre debbo a lei la forza travolgente che ormai mi caratterizza e che a molti fa paura, ma ai più da certezze ed armonia, ringrazio mio padre debbo a lui questi sorrisi interminabili, l’essere una instancabile lavoratrice ed una insopportabile sognatrice. Ho avuto la fortuna di avere due genitori diversissimi che mi hanno trasmesso il concetto più importante della mia vita, la diversità non fa paura, la diversità è una fonte inesauribile di ricchezza. E ringrazio questa terra tormentata che amo immensamente, che mi porto dentro che mi porto addosso che mi porto negli occhi ovunque io vada. Io le somiglio tantissimo, forse più che ai miei genitori, sono come lei, dura, contraddittoria, problematica, in bilico, in pericolo, forte, generosa, ospitale e altruista. Lasciarla a 15 anni non è stata una mia scelta ma non ero pronta ad oppormi, piccola com’ero. Lasciarla non è un atto di coraggio, è qui che si deve fare e si deve dare. Chiedo perdono alla mia terra, che aveva bisogno di me. Il mare mi racconta la mia storia, ogni volta che lo guardo con i miei occhi che hanno lo stesso identico colore e la stessa luce e la stessa profondità, ogni volta che mi fermo a contemplarlo, lui mi racconta la mia storia ed io lo ringrazio ogni volta con la stessa preghiera, sono donna di terra bellissima, sono donna di mare ed in questo è racchiusa tutta la differenza, donna di mare non è uguale a nessun’altra.

Il pensiero dell’amore ha sempre caratterizzato ogni mio ragionamento e tutti gli scritti di una vita intera, ma a seconda delle varie età della mia vita era un concetto di amore ogni volta diverso, mi sono sempre chiesta che cos’è l’amore, come si manifesta, quanto dura, dove va a finire quando si trasforma in qualcosa d’altro, cosa accade quando amiamo, appunto, quando amiamo, ho compreso quanto sbagliata fosse questa espressione, quando amiamo, il punto di partenza è completamente sbagliato, distorto, stravolto da egoismo, egocentrismo, delirio, fretta, avidità, limiti, orizzonti, rive e derive. L’amore è in noi sempre e ovunque, non può essere concentrato su una persona, in un determinato momento della nostra vita, in relazione a qualcosa, spesso verso genitori, mariti e figli. L’amore è qualcosa che è noi indipendentemente, l’amore è la natura di cui siamo fatti, l’amore siamo noi in ogni più piccola cellula di cui siamo composti e si riversa in ogni nostro gesto e verso ogni essere umano e va al di là della nostra visione gretta, meschina, piccola, ridicola. La risposta sulla natura dell’amore l’ho avuta quando tra le innumerevoli letture che hanno fatto parte della mia vita è arrivato un personaggio dal nome Aung san suu kyi, premio nobel per la pace nel 1991, donna che ha dedicato l’intera sua vita al suo paese la Birmania, sacrificando tutto per combattere la dittatura. Nel 1990 vinse le elezioni ma il regime annullò il voto impedendole di divenire primo ministro, ebbe condanne di ogni tipo, fu segregata e tenuta lontana dalla sua famiglia per anni.

Ma ciò che più mi ha insegnato la vera natura dell’amore è stata la perfetta combinazione di due persone che vanno al di là di tutto, che vanno oltre convenzioni sociali, egoismi e bisogni, in nome di una forma d’amore pura e altissima. Del sacrificio di due figli, di un uomo, suo marito, e di una donna e delle loro scelte morali alimentate dal pensiero che dovrebbe appartenere ad ognuno di noi “oltre a noi, ci sono gli altri”.

A loro voglio dedicare questo libro e questa serata straordinaria, anche perché ciò che voglio comunicare non è una visione al femminile dell’amore, ma mi interessa raccontare, come ho fatto nel mio libro, l’importanza del modo in cui una donna viene amata, quanto un uomo può amare, quanto falsa sia l’affermazione sul senso più grande dell’amore in una donna, spesso associato al concetto di maternità, del sacrificio, del dovere e di tutti quei luoghi comuni che portano a dare un valore ad una forma d’amore rispetto ad un’altra. Non c’è un amore al femminile, un amore al maschile, c’è l’amore. Da donna non ho scritto un libro che parla dell’amore di una donna, ma della visione dell’amore di un essere umano, di una persona, di un tutto che contiene uomo e donna, bambino, anziano, ricco, povero, felice, triste, un essere completo e complesso, quale ognuno di noi è, a volte senza neppure saperlo e senza rendersene conto.

Dedico tutta la mia opera a quella forma d’amore di un uomo verso una donna e di una donna verso un uomo costruita sul rispetto e sulla dedizione verso i principi, i valori e la personalità, reciproci. Non nel senso di rapporto a due, ma nel senso più ampio, amarsi è comprendere un mondo immenso di emozioni, di persone, di sfere, di passato, presente e futuro, di ambienti, di accadimenti, di storie e di avventure straordinarie che fanno parte di ogni mondo, di ogni uomo e di ogni donna.

La lotta è una sola, per lo più verso se stessi e quella parte di immaturità ed irragionevolezza che mette in discussione prima di tutto noi stessi, davanti all’amore, la nostra natura e la nostra forza davanti all’amore. Siamo quasi sempre deboli, impreparati, spaventati davanti all’amore, siamo fragili. E malvestiti, malnutriti, malati….davanti all’amore, elemosiniamo cure che arrivino chissà da dove e chissà da chi, ma da mendicanti non si può vivere a lungo, né bene, da mendicanti si finisce barboni, presi a calci dalla vita sotto una coperta di cartone ed un cielo di stelle che non brillano più.

L’amore non è mai condanna, giudizio, l’amore è RISPETTO, FIDUCIA, E’ LA VERITA’, LA COSTANZA, LA PRESENZA AL DI LA’ DI STUPIDI ED INSIGNIFICANTI CHILOMETRI DI DISTANZA, è la profondità di momenti indimenticabili che non hanno necessità di quotidianità. L’amore è L’emancipazione dello spirito umano dalla sottomissione psicologica. L’amore è assenza di paura, quella paura che si maschera come buon senso o addirittura saggezza, l’amore è coraggio, quel coraggio che contribuisce alla salvaguardia della stima per se stessi e della dignità umana. L’amore è vivere in perenne bilico tra lucidità e speranza, senza perdere l’equilibrio. Non da illusi, ma da poeti del vivere. L’amore dona coraggio, e richiede sforzo e fatica.

Il matrimonio di Aung san suu kyi  nasce in Inghilterra, una famiglia convenzionale, una madre dedita a marito e figli, quando a questa donna si presenta la possibilità, mai presa in considerazione prima, di diventare un’attivista politica per salvare il suo paese, suo marito le da il suo appoggio incondizionato, è al suo fianco, non la vede per dieci anni perché il regime glielo impedisce, da lontano la protegge, la sorregge, la supporta nella solitudine più disperata, nel terrore, nella sensazione di impazzire, con un amore che non si pone domande sul quando, sul come, sul dove. L’amore è dentro di noi al di là degli accadimenti. “Perché al di là di noi ci sono gli altri”. D’altro canto lei non impone la sua scelta ma propone la libertà a colui che ama, non chiede di condividere la sua scelta ma gli lascia la possibilità di vivere la sua vita come meglio crede, e lui sceglie ancora una volta lei, che ha stravolto la vita della famiglia, ma è pur sempre lei, rimane la donna che ha amato e che amerà per tutta la sua vita al di là delle sue scelte distanti anni luce da quella iniziale promessa di una vita familiare comoda, sicura, tranquilla, “normale”.

Quest’uomo straordinario non le rivolge accuse e condanne, non le dice “tu povera stupida illusa donna hai tradito il nostro accordo, tu povera stupida illusa donna non sei qui a stirare, lavare, cucinare per la tua famiglia, non sei qui ad assistermi mentre sono malato e sto per morire”. Non le rimprovera neppure questo.

Quando amiamo qualcuno, qualcuno in cui riconosciamo ancora quella iniziale struttura, sostanza, profondità, sensibilità, che abbiamo scelto una volta, dobbiamo dargli fiducia al di là di ciò che accade, anche quando può sembrare assurdo, stravagante, incomprensibile il suo operato o il suo modo di vivere, dobbiamo dargli fiducia, dobbiamo continuare a credere e dobbiamo lasciarlo libero di essere se stesso, la sua piena espressione, la sua libertà, la sua verità, il suo essere ciò che è, diventa la più grande gratificazione del nostro amore, il pieno appagamento, l’unico modo di amare che possa esistere, il valore dell’ amore. E l’amore trova ancora una volta conferma pur nella diversa traiettoria che la vita prende, la persona che amiamo è sempre la stessa, il suo percorso è diverso, cambiato, ma lei è li davanti a noi a ricordarci ciò di cui ci siamo innamorati una prima volta e tutte le altre mille volte che continueremo ad innamorarci di lei.

La vera prigionia, la più feroce, di efferata violenza, è quella mentale, psicologica, la bruttura esistenziale, l’angoscia, la tristezza, l’umoralità con cui si convive, schiavi di soldi e potere, di pregiudizi, di frasi come “non ne vale la pena, ma chi te lo fa fare, eh ti sembra facile?”, ne vale sempre la pena, me lo fa fare il mio coraggio, non mi sembra facile ma ci provo lo stesso e lotto, e ci credo, e ci sono dentro fino a sommergermi, senza mai soffocare, la presa d’aria c’è sempre, ed è l’amore. Non è una via di fuga, non è una via di resa, non è una scorciatoia mai, non è una possibilità…..è la sola possibilità, quella vera, e di verità, di giustizia e di libertà si può anche morire, giusto, ma si ha l’obbligo ed il dovere di vivere di verità, di giustizia e di libertà.

Non sono una donna che discrimina gli uomini, sono una donna che spesso fa anche cose di uomini, non per umiliarli, ma perché sono una donna pratica, attiva, intraprendente, creativa, stravagante, “pazza” come dice mia figlia Maria, ed io la correggo dicendole “no, pazza, creativa, sono una mamma creativa”. Mi sporco le mani, mi sporco la pelle, mi sporco anche il cuore e l’anima, perché vivo a mille da sempre, e chi vive si sporca, e ricordo sempre ai miei figli che uno dei fiori più straordinari, il fiore di loto, nasce dall’acqua sporca, circondato da fango e melma, tormentato dai pesci e insetti, in acque torbide, scure, e mano mano che il fiore cresce quella stessa acqua sporca si pulisce mano mano che esso emerge. E’ cosi che vedo la vita, non priva di errori, non priva di cadute, di pozzi in cui sprofondare a volte è l’unica scelta possibile, di bivi, di incroci, di terreni instabili, di incontri “sbagliati” che poi alla fine sbagliati non sono mai del tutto.

La mia vita è stata improntata completamente sull’amore. Ho creduto ciecamente nella possibilità di un incontro fatto di straordinario coinvolgimento, di una perfetta sintonia con un uomo, di una collaborazione di intenti, di comprensione e di pace infinita.

Non si abbandona mai chi si ama perché fa scelte diverse da quelle pattuite convenzionalmente, non si smette di amare chi rivolge altrove il proprio interesse morale, chi “trascura” i propri doveri per rivolge parte della sua essenza verso qualcosa in cui crede e che la rende persona libera e migliore, non si giudica non si condanna non si critica, l’amore assolve sempre, l’amore premia, l’amore libera, l’amore allarga la strada non la restringe mai, l’amore moltiplica le possibilità, l’amore guarisce, alleggerisce, solleva, migliora la propria vita e quella di chi ci sta intorno.

E non permettete mai a nessuno di mettersi tra voi e l’amore, chi lo fa non ama, ha solo paura e la paura distrugge ogni cosa ancor prima che nasca e se ne possa capire il valore.

Non smetterò mai di avere questa visione dell’amore, al di là di ciò che è accaduto nella mia vita, una visione che mi permette di vivere con un senso così tanto profondo da farmi ripetere ogni singolo istante “ho una vita straordinaria, bellissima, piena di tutto, ricca persino di un dolore lacerante che mi strappa sorrisi e colori e luci accecanti”. Sono una donna fortunata, amo la vita ed amo il dolore che mi ha resa la madre che sono, orgogliosa di ogni singolo istante della mia vita di cui non rinnego nulla, ogni gesto, compresi tutti gli errori che ho commesso, mi hanno portata a quest’oggi di immensa bellezza. Grazie

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