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La grande bellezza

“Mah non sono convinta….non me lo vedo bene addosso”
E certo che non te lo vedi bene addosso, non te lo vedresti bene addosso neppure se te lo mettessi a mo di cappello, o come stivale, o addirittura appeso come fosse un orecchino. E si perché quel costume che tanto ti è piaciuto e per il quale sei entrato in quel negozio, felice come non mai, pronta a spendere quei soldi e convinta che te lo saresti portato a casa nel tuo bel sacchettino…quel costume non ti sta come sta a Belen o a quella modella di vent’anni che tappezza tutti i manifesti pubblicitari di mezza Italia o forse anche di tutta Italia. Perché tu non sei Belen e non hai nemmeno vent’anni ormai. Eppure non sei da buttare via, non sei decrepita, andata, passata, superata, imbalsamata, abdicata, abrogata, accantonata…tu sei semplicemente tu. Ma una come te sui cartelloni non la vedi mai, neppure in Burkina Faso e allora ti convinci che quel costume non fa per te ed invece di cercare di far qualcosa per cambiare questo sistema assurdo e subdolo, abbandoni la compravendita e cambi costume, modello, negozio, città. Esci dal negozio quasi vergognandoti per aver anche solo pensato di poter comprare il costume di Belen….ma tutto ciò non è abbastanza assurdo? Quante epoche ancora dovremo aspettare per far capire a stilisti, creatori, ideatori e professionisti del settore che ciò che serve alla gente è identificarsi con qualcosa di umano, di normale, di terrestre. La gente ha bisogno di essere rassicurata, non è la moltitudine ad avere qualcosa che non va, non siamo noi difettosi o difettati, ma è la modalità su cui è sintonizzata questa terra ad essere profondamente sbagliata, la frequenza stride con tutto e di conseguenza ciò che ne esce fuori non è certo una musica, ma un rumore fastidioso ed urticante.
Misure perfette, forme perfette, età minorile (o forse minorata), assenza totale di pensieri, problemi o inciampi esistenziali, atmosfera tropicale, soldi a camionate, sorrisi stampati, tatuaggi, extension, ciglia, sopracciglia, manicure, pedicure, togli qua, metti la, silicone, chirurgia, manipolazione, tentazione, aberrazione…direi io.
Vogliamo il nostro riconoscimento. Non solo dai mariti o dai compagni o dalle amiche accondiscendenti….rivendichiamo il riconoscimento sociale, pubblico, di massa!!!!!!!!! Vogliamo vedere le più grandi città italiane e non solo, tappezzate da gigantografie di donne “normali”, imperfette, stanche, con qualche chilo in più, morbide, rotonde, accarezzabili senza il rischio di farsi male, spettinate, con qualche piccola ruga che segna il contorno occhi o il contorno labbra perché noi non abbiamo tempo di spalmarci l’antirughe ogni mattina ed ogni sera, siamo donne impegnate socialmente, politicamente, culturalmente, culinariamente, noi leggiamo un libro, ascoltiamo Mia Martini mentre laviamo i piatti, e si, che a noi la lavastoviglie nemmeno ci piace, noi andiamo a teatro, a vedere un film, entriamo addirittura in un museo di tanto in tanto. E quindi la pelle secca ci sta pure visto che lo scrub una volta a settimana ALMENO non riusciamo a farlo, eppure siamo belle, Dio mio quanto siamo belle quando al mattino ci svegliamo urlando “Sbrigateviiiiiiii che fate tardi a scuola……” e mettiamo su il caffè, prepariamo la colazione, la merenda, le cartelle, il cane, il gatto, il coniglio….in tuta o al massimo con un paio di jeans ed un maglione ci buttiamo in macchina, nel traffico, senza trucco senza inganno e senza affanno…tanto al massimo arriveremo tardi anche oggi e …pazienza, domani cercheremo di fare meglio e se stasera non saremo troppo stanche opteremo ancora una volta per la lettura di un buon libro, che la ceretta può aspettare, tanto è inverno e per andare al mare mancano ancora la bellezza di sette mesi! Sveglia geni e illuminati dell’immagine, la donna è altra cosa da quella dei cartelloni, quella è solo il sogno di tutti gli uomini, ma sogno è e sogno rimane, perché a casa poi tornano e trovano noi, belle come sempre, belle più che mai.

www.giovannalavecchia.simplesite.com

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